Quando si parla di sciatica ci si riferisce al dolore localizzato nella regione lombare e del gluteo, con irradiazione alla coscia e a tutto l’arto inferiore, dove possono comparire anche parestesie e sensibilità alterata. Più precisamente la condizione viene descritta come lombosciatalgia.
Quando il dolore non si irradia all’arto inferiore, non si estende cioè più in basso del ginocchio, si parla di lombalgia, ovvero di semplice mal di schiena, una condizione che si stima interessi almeno una volta nella vita, l’80% della popolazione.

La diagnosi viene fatta attraverso l’esame obiettivo del medico e quelli strumentali. Si distingue fra forma acuta quando la durata della sintomatologia è inferiore alle 4-6 settimane, sub-acuta se il dolore persiste fra le 6 e le 12 settimane e di forma cronica se il dolore persiste per più di 12 settimane.

La sintomatologia spesso è autorisolutiva nell’arco delle prime 4 settimane, forse a causa di un meccanismo di riassorbimento spontaneo. La condizione tuttavia, tende facilmente a recidivare, ovvero a cronicizzare, soprattutto entro i due anni dalla prima comparsa.

In fase di lombalgia acuta o cronica, ma non di lombosciatalgia, le tecniche di medicina manuale manipolativa sono risultate efficaci ed internazionalmente accettate dalla comunità scientifica, esse sono molto efficaci anche per ridurre il dolore lombare da disturbo meccanico dell’articolazione sacro-iliaca.

L’approccio osteopatico, basato su una triade diagnostica fatta di anamnesi, osservazione e test, è in grado di poter capire in quasi tutti i casi se si è di fronte ad una situazione che può essere affrontata in sicurezza o se sono necessari approfondimenti.